venerdì, luglio 20, 2007

Letture illuminanti

Mi piace da matti leggere, ultimamente mi sono appassionata al filone giallo, poliziesco, Camilleri, Gimenez-Bartlett, etc.

Mi sono segnata alcuni passi per me illuminanti, presi dai romanzi della Gimenez-Bartlett, che hanno come protagonista l'ispettore Petra Delicado, sono ambientati a Barcellona, città che mi affascina molto. La protagonista è una donna forte ma piena di dubbi, fa continue riflessioni su stessa e sulla vita che conduce, a volte è rude e sgarbata, ma è una donna molto colta, vive sola ma ha sempre un'amante, è razionale, lucida e disincantata, forse anche troppo cinica, ma mi piace. Ecco perchè:

"Non si ha mai una buona opinione di ciò che si conosce bene"

"Le donne detestano l'autorità che non possono esercitare"

"Ho bisogno di avere un'elevata concezione di me stessa e non posso amare se non sono amata"

"A noi donne è stata inculcata l'idea che se non hai un grande amore ti manca qualcosa".

lunedì, luglio 02, 2007

Schoolkrant juni 2007

Ogni mese la scuola di Lorenzo fa il giornalino, con i disegni delle varie classi, le barzellette scritte dai bambini, le descrizioni delle attività svolte, chi compie il compleanno in quel mese, le ricette ora estive ma pressochè immangiabili da rifare a casa e le varie comunicazioni scuola-famiglia.
Bene.
In questo mese, cioè giugno, che è anche l'ultimo mese di scuola, le pagine finali riportavano un'accurata descrizione in olandese di questa strana cosa chiamata Lyme, al che inizialmente ho pensato:"Ma che è la ricetta per un cocktail??!" Poi però ho capito che come al solito stavano cercando di comunicarmi l'esistenza dentro la scuola (o in genere in tutta l'Olanda o nelle case amsterdamesi, o nel parchetto sotto casa o nella mega piscina di sabbia della scuola) di una qualche malattia esentematica e superinfettiva. Sono andata su Google e ho scoperto che trattavasi di zecche, le quali nella terra d'Orange, a quanto ho decifrato, sono molto comuni e che molti bambini se le prendono.
Poi mi sono ricordata di discorsi di amici italiani che vivono qui e lampo di genio, questa Lyme è quella malattia superinfettiva e a volte eterna, recidiva e impossibile da scacciare di cui mi parlavano...
Bene.
Ho pensato che dovevo immediatamente salvare il mio bambino da tutto questo. Poi secondo lampo di genio, noi venerdì ce ne torniamo in Italia...

lunedì, giugno 25, 2007

Pesi e misure

"Non puoi caricare un corpo con un peso superiore a quello che può reggere. Si rompe. E non si rompe all'improvviso. Prima si snerva. Se lo guardi bene te ne accorgi. Si snerva. Una volta, due volte, tre volte. Poi si spacca."



Da "Il fasciocomunista" di Antonio Pennacchi.

mercoledì, giugno 13, 2007

Io&mia mamma


E queste due belle siamo io e la mia mamma.
Che ne dite?

Cielo mio marito...



Domenica 10 giugno, io e Andrea abbiamo festeggiato il nostro primo anniversario di matrimonio. E questo è il regalo che ho ricevuto. Non è bellissimo? Si chiama Lente che in olandese vuolo dire Primavera...

sabato, giugno 09, 2007

Uno psicologo è per sempre...

Ricopio questo brano che mi ha dato una mia cara amica, mi è piaciuto molto e lo dedico a tutti quelli/e che nella loro vita hanno fatto un po' di analisi, sono andati dai vari psicologi, psicoterapeuti e magari hanno anche fatto terapia di gruppo...

"Siamo qui, perchè non c'è alcun rifugio dove nasconderci da noi stessi. Fino a quando una persona non confronta se stessa negli occhi e nei cuori degli altri scappa. Fino a che non permette loro di condividere i suoi segreti, non ha scampo da questi. Timoroso di essere conosciuto nè può conoscere se stesso nè gli altri, sarà solo. Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme una persona può alla fine manifestarsi chiaramente a se stessa non come il gigante dei suoi sogni nè il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da offrire. Su questo terreno noi possiamo tutti mettere radici e crescere non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri."

Mamma è per te, ti piace? Che ne dite voialtri?

lunedì, maggio 21, 2007

Venta de ropa

Ora affronterò un argomento esistenziale (nato da una telefonata con una mia amica di Roma, con la quale, per più o meno 18 minuti abbiamo parlato di pantaloni, di taglie di vestiti e di saldi, con Andrea che faceva una faccia sconvolta:" Assurdo una telefonata, fra un po' transoceanica, per parlare di vestiti e di saldi") a dir poco lezioso, superficiale, di nicchia, come dire di genere, ma che miete moltissime vittime ogni giorno, soprattutto in alcuni periodi dell'anno. Avverto: questo post è solo "pour parlè" e quindi basso, ma basso basso...!!

Perchè a noi donne ci piace di fare lo shopping...?

Perchè ci piace andare nei negozi e pensare ora mi prendo questo e poi quello e le scarpe laggiù e la borsa sopra lo scaffale, e i jeans al piano di sopra e la cinta appesa lì, e così all'infinito?
Perchè a volte sogniamo ad occhi aperti (e non mi fate le maschiacce stile "ah, io i negozi nemmeno li vedo", o "io non compro mai nulla, questa maglietta che vedi ce l'ho dalle medie", perchè sareste incoerenti e ipocrite...) di essere la milionesima cliente a cui regalano un intero guardaroba, oppure di avere un'ora di tempo per prendere tutto quello che ti piace nel negozio aggratis e stronzate simili??
Perchè gli uomini, almeno molti miei amici, sono salvi e immuni da questa malattia da accumulo di roba in cotone, lana, misto seta e da scarpe???! Il mio lui quando si va in giro e io per es. dico "Carini quegli stivali" lui mi dice "Ti servono?", ultimamente ho scoperto che con la lingerie spenderebbe, però peccato che io non sono una underwear addicted e quindi nisba.
Ok, a me piace vestirmi bene, anche se nel quotidiano non mi curo molto, sto sempre in jeans e scarpe da ginnastica, mi piacerebbe uscire con i tacchi, gonnellina, giacchettina e camicetta e borsa da urlo. Ma un po' per vergogna mia, un po' perchè so dare la giusta importanza a ciò che mi circonda, non lo fo, ma nell'occasioni (che tristezza, lo so...), lì mi scateno, insomma mi vesto da donna (come mi dice mio padre...).
Ma stà cosa che anche se non sono una tipa materialista, quel piccolo vizietto rimane, non mi va giù.
Mbè, però è l'unico...e poi mica si è tutti perfetti??

Sempre nel quadernetto...

Sempre in questo famoso quadernetto ho trovato anche questa frase di Victor Hugo, è troppo esilarante e in alcuni casi anche troppo vera:

"C'è gente che pagherebbe per vendersi"

V.Hugo

Hai visto a volte i medici...

Almeno quattro anni fa ho letto un libro di Eric Fromm, "L'arte d'amare" e ho trovato questo passo di Paracelso, famoso medico svizzero del medioevo, l'ho copiato su un quaderno e ora spulciando in questo quaderno, l'ho riletto e mi è piaciuto ancora una volta così ho deciso di metterlo nel blog:

Colui che non sa niente, non ama niente.
Colui che non fa niente, non capisce niente.
Colui che non capisce niente è spregevole.
Ma colui che capisce, ama, vede, osserva...
La maggiore conoscenza è congiunta indissolubilmente all'amore...
Chiunque creda che tutti i frutti maturino contemporaneamente come le fragole, non sa nulla dell'uva.

Paracelso

"La donna perfetta"?

Ecco un'altra di quelle inchieste stupide per mettere in croce ulteriormente la donna italiana e non, ma stavolta sembra parlino di me, con un'unca eccezione...evvai, daje!!!

"Secondo un'indagine realizzata dalla rivista Dimagrire, la donna «perfetta» è alta 1,63 e pesa 50 kg.
Intervistati mille uomini tra i 25 e i 50 anni: addio alla prosperosa, piace il corpo al naturale. Il sedere è la parte considerata più sexy.

MILANO - Età 29 anni, altezza un metro e 63 per 50 chili di peso e una seconda misura di reggiseno. È l'identikit della «donna ideale» secondo un'indagine realizzata dalla rivista Dimagrire (Edizioni Riza), in edicola da lunedì, che ha studiato i gusti di quasi mille uomini italiani di età compresa tra i 25 e i 50 anni. Insomma addio alle curve prosperose di Monica Bellucci e di Valeria Marini. Il modello «mingherlina» (stile Kate Moss) irrompe anche nel Belpaese, riveduto e corretto con un po' di muscoli e un aspetto atletico. Secondo Isabella Ramaioli, psicologa e psicoterapeuta, «la figura della maggiorata, quella che andava soprattutto negli anni Sessanta e Settanta, è completamente sorpassata. Oggi si prendono le distanze dagli eccessi perché gli uomini sono alla ricerca di naturalezza». Il fisico femminile deve dunque essere asciutto (28%), ma anche atletico (26%). Solo il 19% preferisce la donna prosperosa e ancora meno quella filiforme (8%). Un'età molto giovane è una priorità solo per il 15% degli uomini italiani.

SEDERE IN «POLE POSITION» - Ma qual è la parte del corpo che colpisce a prima vista? Innanzitutto il sedere, che con l'82% di preferenze è considerato la parte più sexy del corpo femminile. A seguire ci sono gambe (75%), pancia e ombelico (69%), seno (61%), spalle e schiena (56%), labbra (44%) e fianchi (32%). Anche i gusti in fatto di età si sono modificati. Il 45% degli italiani preferisce le donne tra i 25 e i 30 anni, mentre solo il 19% la vuole più giovane (tra i 18 e 24 anni) e solo il 24% fra i 31 e i 34 anni. I dettagli che aumentano il sex appeal femminile? Gli indumenti che lasciano scoperto l'ombelico (67%), i jeans a vita bassa (62%), i tatuaggi nel punto strategico (54%), i tacchi alti (47%) e i capelli curati (41%). Quali sono invece gli elementi che non piacciono assolutamente agli uomini? Il 29% non sopporta le labbra a canotto, il 27% non ne può più dei seni ipertrofici così come dell'eccessiva magrezza (18%) e della troppa altezza (13%). Anche la poca cura di sé (7%) è un elemento che allontana dall'apparire sexy."

Dal "Corriere della Sera", 20 maggio 2007

Lorenzo, 5 anni

Queste poche delle tantissime frasi ad effetto del mio figliolo:

- ieri sera a cena: " Io voglio una multa salata perchè mi piace tanto il sale"

- ieri pomeriggio mentre giocava con il papà con i Kapla: "Io ti voglio bene fino al pianeta sconfinato, cattivo e feroce."

- ieri sera sempre a cena mentre il papà era al computer su Skype: "Tu sei giovanissima e papà è un po' vecchietto"

- un pomeriggio di un po' di tempo fa: " Sono colpevole non mi merito un film"

- mercoledì mentre faceva colazione davanti alla finestra del salone "Vedo le nuvole illuminate dal sole"

- sul tram ad Amsterdam mercoledì: "Mamma, lo sai che a volte davanti alla porta del tram vedo alcuni ragazzi che fanno i fighi, parlano da fighi e fanno la faccia da fighi" frase corredata da conseguente faccia da fighi...

Eh, la saggezza dei più piccini...!

Son fatta così...

E' un mese che non scrivo...son fatta così, imprevedibile, incostante, volubile, passeggera, e chi ne ha più ne metta.
In questo mese, è stato il compleanno del mio adorato bambino (5anni...), mio fratello ha fatto 18 anni e quindi poveri noi, sono stata 10 giorni a Roma, ad Amsterdam è ricominciato il brutto tempo e il freddo, intanto fra due giorni me ne ritorno a Roma e ci sto un mesetto...
Vabbè, ben tornata Valentina.

venerdì, aprile 20, 2007

La Febbre

Nel film "La Febbre" di d'Alatri (la cui visione straconsiglio a tutti, perchè è un bel film, con una bellissima regia e con una sceneggiatura da lode e soprattutto Fabio Volo, che io adoro...) c'è questa poesia di questo autore antillano, Derek Walcott, per chi fosse interesato è tratta dal libro "Mappe del Nuovo Mondo". Buona lettura.

Amore dopo amore - Derek Walcott

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero, che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. E’ festa: la tua vita è in tavola.

La paranza


Sono entrata in fissa con questa canzone di Daniele Silvestri, mi piace il fatto che abbia detto di aver sentito il bisogno di scrivere una canzone molto leggera, così per svagarsi un po' e a chi gli ha chiesto come l'abbiano presa i suoi colleghi abituati a fare i tormentoni stupidi per vendere, lui ha risposto da bravo romano: "Stanno a rosicà!".
Un mito.

P.S. Se fossi capace posterei il video del backstage della canzone da YOUTube....aiuto....please!


Mi sono innamorato di una stronza Ci vuole una pazienza Io però ne son rimasto senza Era molto meglio pure una credenza Un fritto di paranza., paranza...paranza La paranza e una danza Che ebbe origine sull’itala di Ponza Dove senza concorrenza Seppe imporsi a tutta la cittadinanza É una danza Ma si pensa Rappresenti l’abbandono di una stronza Dal calvario alla partenza Fino al grido conclusivo di esultanza Uomini uomini c’è ancora una speranza Prima che un gesto vi rovini l’esistenza Prima che un giudice vi chiami per l’udienza Vi suggerisco un cambio di residenza E poi ci vuole solo un poco di pazienza Qualche mese e già nessuno nota più l’assenza La panacea di tutti i mali è la distanza E poi ci si consola Con la paranza La paranza e una danza Che si balla nella latitanza Con prudenza E eleganza E con un lento movimento de panza La paranza e una danza Che si balla nella latitanza Con prudenza E eleganza E con un lento movimento de panza Cosi da Genova puoi scendere a Cosenza Come da Brindisi salire su in Brianza Uno di Cogne andrà a Taormina in prima istanza Uno di Trapani? Forse Provenza No no no non è possibile Non è raccomandabile Fare ritorno al luogo originario di partenza Ci sono regole precise in latitanza E per resistere c’è la paranza La paranza È una danza che si balla nella latitanza Con prudenza, E eleganza E con un lento movimento de panza Dimmi che mi ami che mi ami E quando ti allontani Per prima cosa mi richiami In ogni caso è molto meglio se rimani Se rimandi a domani Dimmi che ci tieni che ci tieni E pure se non vieni In ogni caso mi appartieni E che ti manco più dell’aria che respiri Più di prima Più di ieri Dov’è dov’è Tutti si chiedono Dov’è dov’è Ma non mi trovano Lo sai che c’è’ Che sto benissimo Fintanto che Sto a piede libero E poi perchè Ritornare da lei Quando per lei è sempre stato meglio senza di me Non riusciranno a prendermi Io resto qui La paranza es un baile Que se baila con la latitanza Con prudencia y elegancia Y con un lento movimiento de panza La paranza es un baile Que se baila con la latitanza Con prudencia y elegancia Y con un lento movimiento de panza E se io latito latito Mica faccio un illecito Se non sai dove abito Se non entro nel merito Se non vado a discapito Dei miei stessi consimili Siamo uomini liberi Siamo uomini liberi Stiamo comodi comodi Sulle stuoie di vimini Sulle spiagge di Rimini Sull’atollo di Bimini Latitiamo da anni Con i soliti inganni Ma non latiti tanto quando capiti a pranzo E se io latito latito....

In quei giorni...

Ora affronterò un argomento delicato...chi si impressiona alla sola idea può leggere altro, anche se cacchio, è una cosa normalissima, non fate come una mia compagna di liceo che si vergognava se le chiedevo a voce normale, in classe, se aveva un assorbente, oh ma che pure che soffro mi devo pure vergognà...? eh, no! Come un'altra cosa che odio, nominare le mestruazioni e anche lo stesso organo femminile con 1300 nomi diversi, cacchio ma che siamo sceme?
Comunque mi chiedo, ma perchè cavolo il Signore Iddio, ha inventato le mestruazioni?
Cioè lo so che perchè esistono, diciamo che sono necessarie, ma perchè proprio a noi e ogni 28 giorni? So anche questo, insomma, cicli lunari, maree, gravidanze, uteri, sembro confusa ma lo so.
Ma allora formulo meglio la domanda: Ma perchè tutto a noi e niente a loro?
Devo presumere che Dio sia un maschilista della peggiore specie (chi crede non si arrabbi, posso sembrare blasfema, ma è un blog e so che mi capirà...spero) , cioè i maschi che c'avranno mai?
La barba, ma va, quisquilie, erezioni mattutine (e non) imbarazzanti, vabbè e che sarà mai, insomma davvero non mi vengono in mente malorini/doloretti tipicamente maschili.
Non credo di aver mai sentito un uomo dire "Eh, sì, stì ormoni oggi mi stanno distruggendo" (cioè l'ho sentito ma in tutta un'altra accezione direi pericolosa per il genere femminile) ed invece a noi le ovaie e la tiroide ci procurano sbalzamenti d'umore, pochi peli, tanti peli, nervi, squilibri ormonali, anemie cavalcanti, etc. Senza contare la gravidanza, il parto, l'allattamento, e così via.
Ora faccio per ridere, per carità, parlo di doloretti comuni, tipo mal di pancia che 6 buscopan non fanno una minc**a, nausee, e sono sicura che basta così perchè ci passiamo ogni mese e lo sappiamo già... E tutte le confezioni di assorbente, con le ali, senza ali, con il paracadute, lungo, piccolo, stretto, che c'ha tre palline, oppure sei sulla confezione, supercolorati, e se magari voglio essere discreta (ve bene che non mi vergogno però magari sono pure cose mie che non mi va di gridare agli ssconosciuti...), senza che, al supermercato, tutto il genere maschile mi guardi con sospetto e quello femminile con solidarietà?
Oggi non riuscivo nemmeno ad alzarmi dal letto, è da quando ho smesso la pillola che spesso il primo giorno mi contorco dal dolore e al secondo pure (stile prima, durante e dopo).
Ma insomma c'ho 25 anni, quando smetterò di sentirmi schiava del ciclo, quando cominceranno a diminuire, quando smetterò di avere la pelle uno schifo, di smettere di ricordarmi di scrivere la data così poi so quelle successive (cosa che puntualmente mi scordo...)?
Beh, tutto questo finirà quando inizierà la menopausa e li ci sarà da ridere, davvero ragazze, ci scompisceremo, ca**o che paura....

venerdì, aprile 13, 2007

Zakkenroller

Oggi pomeriggio tanto per chiudere in bellezza una settimana di inferno, io e Andrea abbiamo perso il suo portafoglio, al ritorno dalla spesa, non si sa bene chi dei due sia stato a far fuoriuscire maldestramente dalla tasca infida e maledetta il suddetto portafogli ma così è stato, a casa l'oggetto nella giacca al suo solito posto, non c'era... abbiamo fatto e rifatto il giro della strada appena percorsa ma nulla...
Direte voi, e a noi che ce ne viene?
Nulla in effetti, ma quello di cui voglio disquisire è il mio stato d'animo e quello di Andrea e di qualsiasi altra persona che si è persa o a cui hanno rubato il portafogli.
A parte le prime ore di chiamate frenetiche per annullare carte di credito, postepay, bancomat e di rapido riepilogo di cosa c'era dentro l'oggetto, si insinua uno stato d'animo di sofferenza, come di nudità, come se una parte di te fosse scomparsa improvvisamente e così è se ci pensate.
Se ci aggiungi il fatto che voi uomini dentro ci mettete tutto ciò che vi serve nella vita quotidiana in patria e all'estero, capite che il senso di perdita e di sgomento aumentano di ora in ora.
Il fatto è che inizi a pensare che non rivedrai mai più tutto il contenuto necessario VITALE nelle società moderne (carta d'identità, patente, badge per entrare all'università, ricevute di viaggi da farsi rimborsare, 30 euro, 20 euro di strippenkart, documenti ufficiali attestanti la tua esistenza nel tuo posto di lavoro, etc.) oppure ti illudi che un'anima pia olandese (gli olandesi famosi per essere incorruttibili e ligi al dovere e mai dediti alle ruberie, no?) l'abbia immeditamente portato alla polizia.
Speri e risperi, ma sotto sotto sai che sei stato un coglione tu, che è solo colpa tua e che basta sei un perdente che si è perso il portafogli e che poi se l'è pure fatto rubare...!
Calcolando che dentro non c'è nessun fogliettino che attesti che tu vivi nella tal strada al tal numero ad Amsterdam, mentre ci sono sicuramente, I KNOW MY CHICKEN, dettagli di conti in banca, codici di lancio nucleari e foto osè...siamo fritti.
Vi giuro ora come ora mi sento immensamente impoverita e se penso a lui che non ha più un cacchio, mi viene il magone in gola...però non dovrebbe essere così, no?
Ci sono altre cose nella vita per cui uno c'ha il magone, uno dovrebbe dirsi è solo questione di tempo e poi riavrò il mio portafogli, uno dovrebbe avere fiducia nel prossimo, dovrebbe essere tranquillo, o sono io cioè solo una povera ingenua che vive di utopie??

mercoledì, aprile 04, 2007

Amicos extranjeros

Al mio pseudo-lavoro, ho conosciuto una ragazza argentina, Leticia, che parla italiano e che è molto simpatica.
E' una pittrice e proprio ora ho visitato il suo sito e tutti i quadri che ha messo mi sono piaciuti tanto. Mi sembra che sia una di quegli artisti che non ha paura, a volte, di prendere ispirazione dai pittori più famosi e più conosciuti, elaborando a modo suo lo stimolo iniziale, così in ogni quadro si ritrova il suo tocco originale e unico.
Siamo stati anche a casa sua (Io, Andrea e Vasco) per il suo compleanno, mi ha invitato la seconda volta che ci siamo viste dopo che nello stesso momento io la stavo invitando a passare insieme la Pasqua (che poi la maggior parte di noi nemmeno crede ma è giusto una scusa per sfondarsi di cibo...). Leticia è sposata con l'unico olandese che parla spagnolo come se fosse spagnolo o meglio argentino, che è simpatico, socievole, brillante e gentilissimo. Una rivelazione, vi giuro...!!
Insomma qui funziona così, quando sei all'estero e i tuoi amici sono sparsi per l'Europa e alcuni in Italia, funziona così, la comune situazione di non-olandese spinge a stringere amicizie adulte, tranquille e spensierate. E poi con Leticia io posso practicar il mio spagnolo, così lei mi parla in spagnolo e io quando gliela fo le rispondo in spagnolo, sennò è una Babele, cioè le rispondo in un misto di italiano e inglese incomprensibile...
Vi metto il link dove potete vedere le opere di Leticia, poi l'aggiungo anche ai link del mio blog.
Visitatelo, io voglio fare già un offerta per un paio di quadri sperando che li venda!

http://www.barabas.dds.nl/lety

venerdì, marzo 30, 2007

Anime in precariato

Per quanto ancora la mia vita deve essere precaria?
La mia percezione di me essere instabile?
La mia insoddisfazione al massimo?
La mia indipendenza ridotta al minimo?
La mia libertà limitata?
Le mie possibilità inesistenti?
Il mio umore raggiungere livelli di depressione mai toccati?
Il mio futuro nero e poco progettabile?
La mia autostima a farsi friggere?
La mia intelligenza e le mie capacità messe costantemente in discussione?
La mia felicità essere in pericolo?

E tutto questo per un lavoro...

Scrivere si può?

Due settimane fa, al mio ritorno ad Amsterdam, ho frequentato nel weekend un Laboratorio di scrittura creativa, organizzato da "Italiansonline" (chi vive all'estero forse conosce questa organizzazione creata credo dal giornalista Beppe Severgnini) e a cura di Giulio Mozzi, scrittore e editore e Giorgio Vasta, editor della casa editrice Fandango e docente della Scuola Holden di Torino.
Il laboratorio era diviso in queste due aree tematiche: l'Allegoria e la Descrizione. Il libro scelto, tema di questa due giorni di scrittura/lettura, era "Le città invisibili" di Italo Calvino, peraltro un autore che io amo molto.
Perchè vi dico ciò. Vi dico ciò perchè a me piacerebbe davvero saper e poter disporre in un ordine universalmente comprensibile tutto il magma confuso e ribollente di pensieri/sensazioni/idee/esperienze/convinzioni che ho nella mia testa.
In realtà a volte penso che mi piacerebbe solo raccontare tutto questo a chi il dono di scrivere ce l'ha davvero e vedere cosa ne tira fuori, vedere piano piano prendere forma una storia, un testo pieno di senso, un contenuto interessante.
Io non penso, come qualcuno ha detto durante il laboratorio, che "Scrivere è un'azione terapeutica per lo scrittore stesso", no, scrivere per me è creare ad arte un prodotto che deve interessare un qualcuno altro diverso dallo scrittore stesso, non è un'azione introspettiva ma essendo rivolta e destinata ad un pubblico è solo PER il pubblico, ad uso e consumo di suo.
Ed è per questo motivo che ho paura a scrivere e che mi ritengo troppo confusa, troppo caotica per poterne essere capace. Dovrei focalizzare tutta la mia attività scrittoria verso l'esterno e ciò mi blocca.
Ora però sto contribuendo (Caro Fabio, vieni in aiuto tu, cosa stiamo facendo esattamente...!!?) a scrivere un libro, un libro pubblicato dentro un blog (per essere precisi il blog "La Banca dei Favori"), lo sforzo è minimo perchè qualcun'altro prima di me ha tracciato la strada da percorrere, puoi essergli fedele o allontanarti un po', ma sei protetto.
E' curioso come, altre 10 persone prima di me abbiano scritto il loro capitolo, iniziando ognuno dove aveva concluso l'altro precedentemente, e ora che è arrivato il mio turno, si tratta di sviscerare, descrivere, approfondire e mettere in parole il rapporto figlio-madre (una storia complicata, se volete andate sul sito e cliccate "Opera Prima" e leggete tutto lì), insomma mi è sembrata una coincidenza particolarissima.
Io potrei raggiungere il volume di un'enciclopedia sul rapporto madre-figlia/figlia-madre ma direi che ho appena iniziato con mio figlio 5enne e non so come andremo a finire...ma la vedo come una sfida e cercherò di divertirmi il più possibile.