sabato, gennaio 20, 2007

Indovina chi viene a cena?


Stasera, come in ogni nostra tradizione sabatesca da quattro anni a questa parte, facciamo una cena da noi. Di solito tutto ciò avveniva a Roma, a Via Cola, come l'hanno soprannominata i nostri amici, si avvertiva tutta la compagnia e si cenava insieme o a volte dopocenava. Mi mancano tantissimo queste cene, quindi ora stiamo cercando di trasferire la buona tradizione romana qui ad Amsterdam (anche se nessuno prenderà mai il posto dei miei amichetti romani, lo dico perchè siccome leggono il mio blog, poi mi si offendono....).
Stasera è un po' diverso, siamo 21 persone (oh, speriamo che il fragile pavimento olandese regga), le conoscenze sono più o meno fresche, ci sono italiani ma anche molti stranieri, olandesi: uno. Aahahah, stà cosa di un solo autoctono (mio insegnante di olandese....) su 21 persone mi fa troppo ammazzare dalle risate...
Comunque, si profila un pomeriggio in cucina, perchè il marito si agita e si fa prendere dall'ansia che non c'è nulla da mangiare, tra l'altro, quando mai da noi si è morti di fame, insomma sono una degna figlia di tale madre, quindi, nessuno, ripeto, morirà di fame a casa nostra.
Mi piace pensare a questo tipo di cene come delle cene internazionali, anche se si mangerà cucina italiana e soprattutto all'ora italiana e la presenza italiana sovrasterà la minoranza straniera!!
Non vedo l'ora......

Letture comuni 2


Ecco una cosa del genere, per me è già più fattibile...che ne dite??!!

venerdì, gennaio 19, 2007

Letture comuni

Ogni tanto mi è capitato di sentire da amiche: "Io e ... stiamo leggendo questo libro", e ogni volta non ho mai capito quello che volessero dirmi, cioè leggono il libro insieme, o se lo dividono, quando uno non lo legge l'altro va avanti, di preciso non saprei.
Mi spiego meglio, dopo un po' che sentivo ciò, credo di aver capito, ho presunto che ci sono delle coppie che leggono lo stesso libro insieme, non due copie di uno stesso titolo ma proprio sono in due a leggerne uno nello stesso momento. Quindi ci deve essere uno che lo legge ad alta voce per l'altro, ora per me ognuno fa quel che vuole, però ecco quello che legge alla fine non si sgola e l'altro non si annoia?
Un po' li invidio deve essere come una prova d'amore immenso, perchè se dovessi leggere io, uno non ci capirebbe granchè perchè sono quello che si dice una lettrice avida e divoratrice e se dovesse leggere Andrea o mi addormenterei o gli strapperei il libro dalle mani o presa da altri pensieri mi alzerei e inizierei a fare le pulizie di casa, per esempio.
Insomma la lettura è un piacere solitario, certo un conto è quando leggo la storia a Lorenzo prima di andare a dormire (se mai vorrà quando sarà un pochetto più grande potremmo anche leggere insieme titoli più impegnativi) ma un altro è il libro letto prima di andare a dormire o mentre sei in autobus o nei pomeriggi di relax domenicale.
Mah, per me rimane un affascinante mistero...

mercoledì, gennaio 17, 2007

The Big Brother

Un fratello segreto per Ian McEwan, figlio di un amore proibito, venne dato in adozione dalla madre. Sei anni dopo nacque lo scrittore. David Sharp ora ha 64 anni e fa il muratore. Per vent'anni hanno vissuto a pochi chilometri di distanza non sapendo nulla l'uno dell'altro.

Pazzesco, no?
Pensa te, ti svegli una mattina e scopri che ne so, che sei il fratello/sorella di uno scrittore, di un attore, di un premio nobel, di un politico, di un artista e bum la tua vita cambia radicalmente...

E' uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo!

Allora, domani pomeriggio andrò a fare un colloquio per un'azienda che fa i satellitari, non dico il nome per scaramanzia, la mansione come al solito non è granchè, ma la paga è molto buona ed è proprio l'azienda ad assumerti, perciò figo. L'unico problema è che sarebbe full-time quindi dovrei trovare una babysitter per Lorenzo, cosa che finora non si era mai presentata, perchè ora che siamo ad Amsterdam ci sto sempre io il pomeriggio e quando eravamo a Roma c'erano le nonne, i fratelli, e sempre io.
Quindi ora il mio cuore di mamma, sanguina letteralmente, so che tutti siamo cresciuti con le babysitter e siamo tutti sanissimi, ma sono io a star male al solo pensiero di qualcun'altro che va a prendere Lori a scuola...mah, vedremo, forse abbiamo una conoscente italiana che potrebbe aiutarci, perciò inutile fasciarsi la testa prima del dovuto.
Ma il problema adesso è: come cazzarola mi vesto per il colloquio (che mi farà un ragazzo italiano...), cioè non è niente di che, lo so, ma boh, come sei vestita è comunque un biglietto da visita, per una donna poi è più complicato azzeccare il modo giusto per l'occasione giusta.
Mi spiego, se mi metto gonna e maglietta come dice la mia amichetta Miki, poi mi sento a disagio, completo nero e camicia bianca troppo professionale, tacchi alti e pantaloni sembra che voglio acchiappare, insomma, aiutoooooooo! So che devo essere classica senza esagerare, ma non ho nel mio armadio il corrispettivo che possa soddisfare questa esigenza (e qui so che mia madre si lancerà in un panegirico sul mio guardaroba....).
Avete idee, dritte, suggerimenti o solo solidarietà....va bene tutto...

lunedì, gennaio 15, 2007

Rettifica

Vorrei rettificare la sensazione dolorosa che mi portavo dentro da ieri notte, è vero che avrebbe potuto fare di più, ma nel suo piccolo, ora che ci penso, ho un sacco di ricordi di me e lui insieme, di mio papà che mi portava il sabato sera fino a tardi nei locali da "grandi" dei suoi amici (in uno c'era un pozzo con dei serpenti lunghissimi e pericolosissimi), che a 14-15 anni mi ha insegnato a riconoscere i cocktail (abbiamo iniziato con il Gin tonic...) così nessuno uomo mi avrebbe mai potuto ubriacare, e la regola che quando uno ha deciso di bere tanto è meglio andare su con i gradi e MAI dico mai scendere (le lezioni alcooliche sono state poi interotte dalla censura accanita di mia mamma, oh, però io non mi sono mai ubriacata...), che non ci si droga perchè ad alcuni non fa un cacchio mentre poi tu magari ti ritrovi con il cervello bruciato (credo si riferisse a suoi conoscenti...), come un vegetale e non sai nemmeno come ti chiami (stà cosa del cervello bruciato mi ha sempre spaventato...), che non si accettano passaggi dagli sconosciuti, in caso si prende il taxi, che bisogna sempre far sapere dove si va e dire dove si è.
Mi ricordo quando fumava i pacchetti di sigarette in macchina con la mano fuori dal finestrino e la musica alta, quando mi veniva a prendere a scuola e io gli correvo incontro e gli saltavo in braccio, questo fino ai 13 anni quando mi ha detto che se continuavo forse gli si spaccava la schiena, quando al mare dai nonni, mi comprava i super tele blu o rosso, mi metteva davanti al muro di casa e diceva "ora tira", quando sempre d'estate mi addormentavo in braccio a lui (sempre fino a tarda età...), quando mi riportava da mamma, la domenica sera e puntualmente mi addormentavo a due metri da casa, quando mi ha dato una cassetta che gli aveva dato un deejay con tutta la musica che andava nelle discoteche in quel momento.
Insomma forse è solo che mi manca o che è finito troppo presto per entrambi quel periodo in cui stavamo insieme un weekend sì e uno no...

"Il primo concerto"

Oggi non sono andata allo pseudolavoro, ho fatto sega, primo perchè non mi sento molto bene causa primo giorno di "female disease", secondo perchè ieri leggendo il secondo racconto di un libro prestatomi dalla mia mamma, mi sono commossa e mi è venuta una crisi di pianto, tanto che stamattina mi sono svegliata con gli occhi gonfi e non era davvero il caso di farmi vedere così...(tanto per tranquillizzarla: mamma sto benissimo).
Quello che ora scriverò di getto, chi è direttamente interessato (sempre tu mamma) dovrà promettermi di tenerlo dentro le mura virtuali di questo blog e di non precipitarsi a chiamare l'altro diretto interessato, altrimenti non scriverò più nulla di così personale nel blog. Promesso?
Ok, sono pronta.
Perchè chi non avesse letto il libro in questione (che è quello che trovate nella lista di libri che sto leggendo ora...) il secondo racconto parla di un papà che porta sua figlia undicenne al suo primo concerto (per inciso quello di Eros). Ciò che mi ha fatto piangere non era l'idea di un concerto di Erose ma piuttosto le parole con cui il papà descrive il suo amore per la figlia, con lo sguardo incantato di un innamorato che sa di star per perdere la sua innamorata, il sentimento profondo o propriamente maschile di un padre verso una figlia. Giusto per darvi un assaggio:

"E' in quel momento che sento per la prima volta, quella sera, un vuoto al cuore, una vampata di calore che mi percorre ogni angolo del corpo e poi, immediatamente dopo, una ventata di freddo, un brivido che parte dalla testa e avvolge le spalle e il collo e poi scende giù fino al petto le gambe e i piedi. E' paura. Un'improvvisa e inaspettata -e riconoscibilissima- sensazione di paura. [...] Non riesco a ridere, e neanche a sorridere, perchè tu sei la mia fidanzata adorata, l'unica e l'ultima che ho e che amo appassionatamente, e io mi sento, e sono, il tuo fidanzato già tradito."

Ecco tutto ciò mi ha fatto stare male, nel vero senso della parola, è stata una sensazione strana, perchè sono sempre stata conscia del mio rapporto con mio padre, non ci sono zone d'ombra da chiarire, nella sua semplicità e chiarezza io ho sempre saputo cosa aspettarmi e come comportarmi di conseguenza. E in più non ci sono mai state particolari paranoie riguardo al fatto che i miei genitori sono divorziati e che mio padre non viveva con noi (ci sono stati altri problemi, ma mioddio a pensare di avere due genitori in casa, mi sento male), cioè sono sempre stata una bambina molto attaccata ai rispettivi genitori, il rapporto che ho con mia madre non ha eguali per cui ora sono una donna molto attaccata alla mamma, ma quando ero piccola e passavo i weekend con mio padre, se lui si allontanava solo di un metro già mi sentivo persa, ovviamente idem con patate se era mia madre a farlo.
Poi sono cresciuta, mi sono innamorata e ho avuto anche fortuna, sono diventata mamma, sono andata a vivera da sola e ora sono all'estero e mi si scatenano tutta una serie di considerazioni pazzesche.
So che l'amore di mia madre è bastato e avanzato per coprire il vuoto di qualcun'altro, so, come dice Andrea di essere una persona che si può ritenere molto amata, sono comunque cresciuta fino ai 7-8 anni in una casa dove c'erano tre maschi, i miei zii, i quali penso di poter tranquillamente dire che mi adoravano e tuttora mi vogliono bene (anche se a volte, da piccola, volevo entrare nelle loro stanze quando erano soli con le ragazze...), so anche che mio padre mi vuole bene, a suo modo, non posso negarlo, mio nonno paterno mi ha sempre adorata e anche quello materno. Insomma ne ho avute di attenzioni maschili.
Ma anche solo supporre di non aver mai suscitato quei sentimenti o pensare che mio padre non abbia mai provato quello che l'autore descrive in quel racconto, mi ha fatto stare male.
Turbe particolari non ne ho, il mio rapporto con "il maschile" è sempre stato sereno, sono una persona socievole, aperta, estroversa, capace di destreggiarsi nei rapporti umani (almeno nella maggior parte), non vorrei dare una luce così negativa di mio padre (perchè mamma, poteva andarci peggio, no?!?), però ecco ogni tanto ho come la sensazione che mi manchi qualcosa, o che entrambi ci siamo persi qualcosa.

giovedì, gennaio 11, 2007

Two more things

Ho chiesto un parere al mio Lui e praticamente mi ha aggiunto altre cose psicopatiche che faccio abitualmente, allargo perciò la lista:
6) scrivo sulla tastiera, mentre chatto, invertendo le lettere, stile dislessia (ma questa è un'altra storia) ma chi è che non lo fa?
7) se mi scappa la pipì la notte, mentre dormo, me la tengo pur di non alzarmi al freddo e al gelo.

L'ultima cosa che mi ha detto la censuro, perchè primo non è una cosa che faccio abitualmente (infatti non lo faccio MAI) ma solo su invito, o se bisogna fare una gara con gli amici maschi, secondo non è giusto dare una luce sbagliata di una povera ragazza sensibile e tenera e soprattutto educata, perchè anche se fare i rutti fa ridere e tutti i miei amici maschi apprezzano, non è certo un'attività decorosa per una fanciulla...

Le mie 5 strane abitudini

Copio questa simpatica iniziativa che ho trovato curiosando fra gli altri blog.
Ecco le cose strane che faccio ogni giorno:
1) quando preparo i dolci, o imbocco il mio bambino, faccio dei movimenti strani con la bocca, come se dovessero imboccare me...
2) so che può sembrar strana come abitudine ma mi capita quasi sempre, dopo aver mangiato mi prende un singhiozzo bestiale, chi mi conosce sa che sembra che ho inghiottito una cagnetta isterica, il brutto è che non c'è rimedio, devo aspettare che passi. E' talmente frequente che ero terrorizzata all'idea che mi potesse venire durante la discussione della tesi di laurea...
3) quando faccio i piatti lascio sempre qualcosa da lavare di solito padelle super unte.
4) d'inverno, la notte, devo avere la coperta fin su le spalle e i calzini sennò non riesco a dormire.
5) mi aggiusto il reggiseno anche davanti alle persone.

E confortiamoci così...

“Whatever doesn’t kill me will only make me stronger”.
"Domani è un altro giorno".
"Que sera, sera, Whatevere will be, will be, the future's not ours to see....Que sera, sera....".

Ne avete altre??

La mia mamma

Vivace
Allegra
Leggera
Eterea
Naturalmente
Tenera
Imprendibile
Necessariamente
Amata

Questo l'ha creato la mia mamma per me, non è bellissimo?
La mia mamma è una donna speciale, non ha appena uno ha la fortuna di conscerla se innamora subito e non può più farne a meno, la mia mamma è una donna allegra, solare, ha raramente paura e se ce l'ha non lo da mai a vedere. La mia mamma è piena di idee, non sta un attimo ferma, con lei stai sicuro che non ti annoi mai, infatti tutti la vogliono, ma solo pochi la sanno conquistare davvero. La mia mamma, è sempre alla ricerca di cos'è l'amore, ma non è lei che deve imparare ma gli altri che le sono accanto, forse dovrebbe imparare come sono gli uomini ma è troppo buona per riconoscerne uno stupido.
La mia mamma è pura, integra, la sua coscienza è sempre pulita, sarà per questo che è così bella, è capace di donare un affetto illimitato e profondissimo, non sapete quanto io sia fortunata ad essere sua figlia.
La mia mamma è da far invidia.

mercoledì, gennaio 10, 2007

Korting

Qui in Olanda, ed è una delle poche cose positive che ho messo in conto tornando, sono già iniziati i saldi, veramente c'erano già prima che partissimo, ma adesso sono proprio vantaggiosi, forse è perchè stanno per finire, insomma se cerchi e non ti interessa la supermarca qui puoi veramente risparmiare.
Noi siamo arrivati lunedì verso l'ora di pranzo, alle tre eravamo a casa, fino alle 4 ho messo a posto le valigie, etc. e dopo mi sono andata a fare una passeggiata per il centro e insomma mi sono come dire sfogata, in realtà ancora non mi sento pienamente soddisfatta ma vabbè c'è ancora giovedi pomeriggio e tutto il weekend...Scusate la frivolezza e banalità dell'argomento ma qui la vita è un po' povera di spirito e ci si accontenta di poco...
Mi sono anche accorta che quando vengo qui mi si scatena una fame stile esule-emigrata lontana dalle radici e dalla buona cucina di casa, che a Roma, nostante fossi nel periodo più mangereccio dell'anno, non avevo!!

Svegliarsi la mattina

Oggi mi sono svegliata e dopo aver poltrito tutta la mattina, oggi ci siamo svegliati tardi e quindi Lori non è andato a scuola, mi sono fatta la doccia, poi mi sono asciugata i capelli e chi mi conosce sa che dopo il rito del phon sembro tranquillamente il Re Leone, ed oggi ero davvero riccia.
Dopo io e Lori abbiamo deciso di uscire e pioveva e tirava vento, e chi è donna sa che l'umidità distrugge sia i capelli lisci che ricci, ma vabbè oggi i miei capelli si erano svegliati con una forma, quella riccia per l'appunto e perciò gambe in spalla, o forse zaino non so, siamo andati a fare una passeggiatina, sotto la pioggia e al freddo, sì.
Ho deciso che dobbiamo temprarci, come Andrea che è già un anno che è qui e va solo con la giacca a vento senza il riscaldino dentro anche se fa sotto lo zero, quindi niente guanti, sciarpa e cappello, unica concessione l'ombrello ma solo perchè porto gli occhiali e siccome non hanno ancora inventato il tergicristallo, mi danno fastidio le goccioline e non vedo nulla.
Siamo tornati affamati, desiderosi di un posto caldo e asciutto e io a causa del vento avevo praticamente i capelli lisci...
Perchè c'è stà cosa che quando ho i capelli lisci fatti dal parrucchiere io mi sento una figa, quando ho i capelli miei naturali, cioè un casino, mi vedo disordinata. Ora vado a giocare col mio bimbo piena di mollette in testa sennò con i ricci davanti la faccia non vedo nulla...

Un messaggio per noi

Mi è venuta questa riflessione stamattina, dopo il fecondo e continuo scambio di e-mail fra noi gruppo di amici, molti di noi sono stati, diciamo, costretti dalle circostanze anche se coscienti della scelta (chi più chi meno...) ad emigrare per poter lavorare o per poter avere un minimo di indipendenza economica...
Vi stilerò ora un elenco di noi piccoli desaparecidos, la prima che è partita nel lontano 2000 per andare a Londra è stata Marzia, ci è rimasta 5 anni, di cui un anno a Milano, poi è partito Andrea per venire a lavorare ad Amsterdam nel settembre 2005, la Valet è andata per un anno a Bilbao per il dottorato e ora è a Roma ma fra un po' chissà dove va (c'è stata anche la parentesi di lavoro a Londra per 4 mesi nel 2005 e subito dopo tre mesi di borsa MAE-CRUI a Vienna), poi ma precisamente non lo so è partito Alessandro per lavorare a Milano, poi Io e Lori abbiamo raggiunto Andrea nel settembre 2006, il 7 gennaio 2007 Baronca è partito per un postdoc a Barcellona e il BradipoMarco l'8 gennaio 2007 sempre per un postdoc a Losanna, Valery unica eccezione, si è trasferita dal Belgio a Roma per il dottorato credo 4-5 anni fa.
Insomma un gruppetto di emigranti, viaggiatori o di disperati, fate voi. Ora una di noi, Giulia ha creato un forum solo per noi amichetti, perchè le varie e-mail a catena intasano le caselle di posta di chi non può sempre controllarle...
Ad un certo punto, nel corso della giornata, la riflessione è diventata politico-sociologico-economica, perchè come noi anche molti altri ragazzi/e fra i 23 e i 30 anni si trasferiscono all'estero per un periodo di tempo che coincide magari con quello professionale, in due parole le speranze di tornare a casa, a Roma, o perlomeno in Italia per un lavoro serio, onesto e pagato il giusto svaniscono.
E' forse un messaggio in codice per farci capire che a casa, e in particolare nella città eterna, spazio e soldi per noi non ce ne sono...?

venerdì, dicembre 29, 2006

E' tanto che...

E' tanto che non scrivo, un po' perchè la mia nonna super tecnologica ha fatto un raid punitivo a casa mia e si è letteralmente fregata la connessione, quindi io a casa non ho più modo di accedere ad Internet...ma guarda te...e poi perchè sono finalmente a Romaaaa e quindi faccio il pieno di emozioni, di cose, di gente, di affetti per quando ritornerò ad Amsterdam e non ho per principio un minuto libero.
Ora sono a casa della mia nonna sempre per il motivo di cui sopra, mi sono controllata la posta, ho fatto un giro nei miei blog preferiti e mi sono detta, chissà se il mio blog sarà offeso e triste perchè l'ho trascurato, avevo un po' paura ad aprirlo e vedere la pagina bianca ma poi gli ho chiesto scusa, un bacetto e un abbraccio e amici come prima.
E' passato Natale e si avvicina Capodanno, qui a Roma il tempo è bellissimo, fa caldo e la città è un caos di gente, colori, suoni e odori familiari. Ogni sera facciamo qualcosa e il giorno ci impegnamo per arrivare a sera distrutti, oggi infatti il maritino e Lorenzo sono al mare, a prendere un po' d'aria pulita!
Io invece sono qui che penso ai giorni appena passati e a quelli che verranno, un po' sono preoccupata perchè sarà dura convincermi a tornare lassù e un po' perchè ci sono cose che vorrei ma che ancora non ci sono nella mia vita, tipo una casa nostra, un lavoro soddisfacente, etc.
So che sono desideri minimi e basilari per moltissime persone anche più grandi di me, ma l'ansia di crescere e di vedersi realizzata inizia a farsi sentire...Faccio dei sogni da fantascienza, tipo casa a Roma, lavoro super pagato a Roma, etc. Ma ora non è il momento per i lamenti e i sogni, ora sono qui e basta, voglio solo stare bene.
Colgo l'occasione per fare anche se in ritardo (chiedo umilmente perdono) gli auguri per Natale ma visto che sono precisa anche quelli di Buon Anno a tutti voi marinai della rete...!! Un grande bacio a tutti voi e alle vostre famiglie, Vale

domenica, dicembre 17, 2006

La geografia degli affetti


Ecco cosa mi manca a volte da farmi venire le lacrime agli occhi, una striscia di terra, ma non vi preoccupate sono sempre stata un po' patriottica, da quando i miei nonni mi raccontavano della guerra e del periodo post-bellico, dei cambiamenti sociali ed economici, etc.
E' un paese piccolo, pieno di cultura, a forma di stivale, con tanti dialetti e molte città stupende che in tanti ci invidiano, oltre al clima lasciatemi dire "umano".
Tanti italiani che si sono trasferiti ad Amsterdam, per vari motivi tipo trovare un lavoro migliore e meglio pagato, un atmosfera più rilassata e libera (secondo me siamo tutti un po' degli esiliati), cercano di convincermi che bisogna essere realisti, che noi non abbiamo grandi opportunità nel nostro paese, non c'è più spazio per noi, la politica è quella che è, la vita è troppo frenetica, stressante, insomma non a misura d'uomo; ma non c'è bisogno di dirmelo, io lo so già, ma che devo farci se ogni tanto mi manca e sento delle fitte fortissime di nostalgia (ovviamente soprattutto per i miei famigliari e gli amici che sono a Roma) nonostante i suoi innumeroveli difetti che non saremo mai capaci di affrontare e quindi di eliminare?

La massima della domenica

"Nulla va perduto; il passato rimane
vivo in ciò che interessa l'avvenire".

OSWALD WIRTH, I Tarocchi

IMPRIMATUR


Ho appena iniziato a leggere questo thriller storico che si chiama per l'appunto "Imprimatur" di due autori italiani: Rita Monaldi e Francesco Sorti. Lo scenario è il 1683, l'Europa assediata dai turchi che premono alla porte di Vienna, il papa Innocenzo XI, l'abate Melani, la peste e ovviamente un assassinio su cui indagare.
Questo libro che è il primo di una serie di sette gialli i cui titoli formano una frase latina, ha una storia molto particolare e mi è stato consigliato e prestato dalla zia di Andrea che vive qui in Olanda da vent'anni e passa. Questo particolare non è indifferente perchè questo libro italiano e che io leggo in italiano è stampato ormai da quattro anni da una casa editrice olandese e nello specifico di Amsterdam. E' stato tradotto in 20 lingue e venduto in 45 paesi, ha avuto un successo negli altri paesi che è riuscito ad offuscare quello del "Codice da Vinci" di Dan Brown e sono sicura che voi non l'avete mai sentito nominare...mbè perchè forse è vero che nel nostro paese c'è la censura e un certo tipo di anomalia, da monopolio quasi, nell'editoria, che fa sì che alcuni titoli scomodi a qualcuno non siano immessi nel mercato dei libri. Come dire noi leggiamo quello che ci fanno leggere...
Triste, no? Questo libro è un tomo da enciclopedia (600 pagine fitte fitte), con bibliografia alla fine, indicazioni storiche precise e avvalorate dai documenti trovati negli Archivi segreti vaticano e in quello di stato di Roma. Insomma non è una bufala danbrowniana, posso assicurarlo.
Vi do alcune critiche che ci sono nel retro copertina:

"Non si sa cosa ammirare di più, se l'audacia e l'energia del racconto, o la scienza della filologa Rita Monaldi e del musicologo Sorti, oppure la sapidità dei livelli linguistici di una stupenda facente inventiva". LE MONDE (Francia)

"Un divertente ed emozionante gioco letterario, pieno di enigmi e riferimenti letterari che vanno da dante ad Agatha Cristie, passando da Dumas e Conan Doyle. Una minuziosa documentazione storica che rasenta il virtuosismo". EL PAIS (Spagna)

"Oltre a scalare le liste dei bestsellers e a guadagnarsi gli elogi della critica, Imprimatur rivela i segreti storici più nascosti". EL MUNDO (Spagna)

Ovviamente non lo troverete nelle librerie italiane, ma in quelle straniere i Italia (se non è già finito), nelle librerie all'estero e su Internet.

FATE VOBIS...

La domenica prima di Natale

Oggi è la nostra ultima domenica qui ad Amsterdam prima delle vacanze natalizie, mi fa strano pensare che saranno vere e proprie vacanze, quelle che prendi l'aereo, fai il check-in, devi pensare cosa mettere in valigia perchè dopo come fai se ti dimentichi qualcosa, stai via dalla casa in cui vivi e dal luogo in cui lavori, in cui tuo figlio va a scuola e però torni nel tuo paese, nella tua città, in quella che prima era la tua casa, marò mi viene la pelle d'oca e le lacrimuccie...
In più aggiungici che è la domenica prima di Natale e io di solito a Roma, ho già fatto l'albero e un minuscolo presepe (perchè ora c'ho l'anticristo in casa), vado in giro per i regali, oppure siccome è domenica me voy al mercatino del Borghetto Flaminio o a Villa Borghese, insomma le classiche cose da pre-Natale.
Boh, oggi mi sento a metà malinconica e a metà supereccitata, vorrei che questa settimana volasse e che le prossime tre avessero un'estensione temporale pari a due millenni.
Immagino come siano contente le persone che mi aspettano a casa...ma quando crescerò??!

P.s. Ora sono nel trip della canzone "Love is only a feeling" dei Darkness...

Persona dell'anno 2006? TU.


WASHINGTON - L'internauta. E' lui la Persona dell'anno 2006 per la rivista Time. Il settimanale, pubblicando in copertina un computer con uno specchio al posto dello schermo, ha scelto come simbolo dell'anno che sta per concludersi "tutte le persone che hanno partecipato all'esplosione della democrazia digitale" usando Internet per diffondere parole, immagini e video, contribuendo al successo di siti come 'YouTube' o 'MySpace'. [...] Ma quest'anno, stando al settimanale , "siamo tutti Persone dell'Anno".

Da La Repubblica, 17 dicembre 2006